Negli anni '60 la Panavision, società americana leader nella costruzione di ottiche e macchina da presa, visto il successo del
Todd-AO cercò di sviluppare il proprio sistema 70mm utilizzando le sue lenti e le sue cineprese chiamandolo
Super Panavision 70.
Tecnicamente era identico al
Todd-AO, l'unica differenza riguardava la denominazione delle lenti; la Panavision scelse di chiamarle secondo la loro lunghezza focale e non secondo il campo visivo che coprivano come invece accadeva nel
Todd-AO. Le nuove ottiche andavano da 12,8mm (il "bug-eye" 128°) fino al 150mm (19°).
I film realizzati in
Super Panavision 70 furono:
Exodus (UA, 1960),
West Side Story (UA, 1961),
Lawrence of Arabia (Col, 1962),
Cheyenne Autumn (WB, 1964),
My Fair Lady (WB, 1965),
Lord Jim (Col, 1965),
Grand Prix (MGM, 1966),
Ice Station Zebra (MGM, 1968),
Chitty Chitty Bang Bang (UA, 1968),
2001: Odissea nello Spazio (MGM, 1968 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70),
L’Oro dei Mackenna (Col, 1969 iniziato in Super Panavision 70, ma terminato in Panavision anamorfico),
Krakatoa East of Java (CRC, 1969 filmato in Todd-AO e Super Panavision 70),
La figlia di Ryan (MGM, 1970),
Song of Norway (CRC, 1970),
Tron (BVD, 1982),
Brainstorm (MGM/UA, 1983).
Nel 1963 la Panavision progettò una nuova stampante ottica che permetterva di ricavare delle copie in 70mm da film girati originariamente in 35mm anamorfico. Questo procedimento, tecnicamente chiamato
70mm blow up, permetteva ai film in 35mm di avvalersi di una presentazione migliore ma soprattutto della superiore qualità del suono magnetico. All'epoca infatti la quasi totalità dei film aveva ancora l'audio monofonico e perciò l'essere in grado di sfruttare i sei canali delle piste magnetiche e un'immagine in 70mm significava un notevole miglioramento nella proiezione di un film.
Il successo fu immediato, moltissimi film ricevettero un presentazione
70mm blow up e il sistema divenne popolare più che mai.
Agli inizi degli anni '90 la definizione delle pellicole 35mm, aveva raggiunto un buon livello e la nascita del suono digitale applicato al 35mm, molto meno costoso rispetto alle piste magnetiche ma con un ottima qualità, avevano reso obsolete le presentazioni in
70mm blow up.
Bisognerà aspettare fino al 1996 per una timida rinascita di questo sistema quando il suono digitale DTS fu utilizzato per la prima volta anche per le copie in 70mm. Questo grazie alla versione restaurata di
Vertigo (1958) di Alfred Hitchcock che venne presentato in 70mm con la nuova colonna sonora
DTS-70.
Oggi purtroppo il 70mm sopravvive solo grazie alle produzioni in
Large Format e a quelle sale cinematografiche che sono in grado di proiettarle. Sicuramente in futuro quando la pellicola 35mm lascerà il posto alle immagini digitali, la qualità delle proiezioni in 70mm farà la differenza e magari si ritornerà a girare in questo formato per esaltare a pieno film spettacolari e di grande impatto visivo.